Porlezza

Porlezza

  27 marzo 2017

Il territorio del comune di Porlezza è posto presso il confine svizzero, centro nevralgico di transito fra Lugano e il centro lago di Como. È composto da cinque frazioni: Porlezza, Cima, Begna, Tavordo, Agria.

Il porlezzese fu abitato fin dalla più remota antichità. Ne sono prova i due tesoretti di monete galliche rinvenuti a Cima e le tombe romane con corredo funebre di vasellame e terracotta.

Con il diffondersi del Cristianesimo, Porlezza divenne Capo Pieve comprendendo Osteno, Carlazzo, Val Rezzo, Val Cavargna. Con la Valsolda venne inclusa nella diocesi di Milano.
Durante la “guerra decennale” fra Como e Milano, Porlezza fu parte milanese.
I milanesi vi installarono una munita base navale con cantieri per la costruzione e la manutenzione dei natanti da guerra.
A questo periodo risalgono le fortificazioni di borgo ancora leggibili nell’impianto urbanistico.

L’abitato di Porlezza è ricco di edifici di notevole valore architettonico.
La Chiesa parrocchiale di San Vittore è di stile barocco con facciata ottocentesca e l’interno è ricco di decorazioni a stucco ed affreschi.
L’oratorio di Santa Marta è ricco di stucchi e di affreschi del Settecento.
L’oratorio di Santa Maria dei Miracoli è a pianta ottagonale con all’interno dipinti di Giulio Quaglio e Pietro Antonio Pozzi.
L’oratorio di San Rocco è abbarbicato alle falde del Monte Colmen costruito per voto durante un’epidemia di colera.
L’oratorio romanico di San Maurizio alle falde del Monte Galbiga è stato riportato alla luce dopo essere stato sepolto da una frana.

Di Porlezza sono originarie celebri famiglie di artisti del XVI secolo.
I Della Porta: Gian Giacomo Della Porta lavorò come scultore e architetto al Duomo di Milano ed alla Certosa di Pavia; Giacomo Della Porta fu chiamato a voltare con Domenico Fontana la Cupola di San Pietro sul disegno di Michelangelo.
I Sanmichele: noti ingegneri militari che realizzarono fortezze in Piemonte, Stato Pontificio e Dalmazia.

L’antica economia del territorio di Porlezza era principalmente agricola.
Nel XVIII secolo si sviluppò l’industria serica e furono attive due vetrerie.

Dal 1885 per circa 50 anni Porlezza fu il capolinea della ferrovia a scartamento ridotto Menaggio-Porlezza che trasportava passeggeri, turisti e lavoratori, ma anche la legna del Monte Galbiga ed il ghiaccio del lago del Piano agli alberghi della Tremezzina.

Questo territorio, grazie alla vicinanza con la Svizzera ed alle attrazioni naturali dell’ambiente circostante, negli ultimi anni ha avuto un notevole sviluppo turistico ed economico.