Il Sacro Monte di Ossuccio a piedi da Mezzegra: le quattordici cappelle e il percorso misurato

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Dall'Isola Comacina, o dalla Greenway che attraversa Ossuccio, si vedono le cappelle salire sul pendio fra gli ulivi. Sono il Sacro Monte della Beata Vergine del Soccorso, e da Mezzegra ci si arriva a piedi, senza prendere l'auto.
Qui mettiamo insieme le due cose che servono prima di partire: com'è il percorso, misurato sulla traccia, e cosa si guarda una volta lassù, preso dalle fonti ufficiali e non dalle guide che si copiano a vicenda.
Cos'è, e perché è patrimonio UNESCO
Nel 2003 l'UNESCO ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale i Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia: nove complessi di cappelle costruiti fra la fine del Cinquecento e il Seicento. Il modello nasce a Varallo alla fine del Quattrocento, come alternativa al pellegrinaggio in Terrasanta, e si moltiplica dopo il Concilio di Trento, con la Controriforma: Ossuccio appartiene a questa seconda stagione. Dei nove della lista, due sono in Lombardia, Varese e Ossuccio.
Quello di Ossuccio è dedicato ai Misteri del Rosario e sta sul versante della montagna sopra il paese, fra prati, ulivi e boschi, proprio di fronte all'Isola Comacina. La vista si apre sul centro lago, verso Bellagio e Varenna.
Quattordici cappelle, quindici misteri
Le guide online non sono d'accordo sul numero delle cappelle, e la ragione è semplice. Lungo la salita le cappelle sono quattordici, costruite e decorate nel corso del Seicento. Il quindicesimo mistero, l'Incoronazione della Vergine, non ha una cappella sua: sta dentro il santuario in cima, che è più antico delle cappelle, perché la chiesa di oggi nasce dall'ampliamento di una cappella preesistente avviato nel 1537. Il catalogo dei beni culturali della Regione Lombardia conta il santuario come quindicesima stazione: per questo alcuni scrivono quattordici e altri quindici.
L'ordine segue il Rosario: cinque misteri gaudiosi, dall'Annunciazione alla Disputa coi dottori nel Tempio; cinque dolorosi, dall'Agonia nell'orto alla Crocifissione; cinque gloriosi, dalla Resurrezione all'Incoronazione.
Le statue: terracotta dipinta, per lo più a grandezza naturale
Dentro ogni cappella la scena è fatta di statue in terracotta dipinta, per lo più a grandezza naturale. Sono in gran parte opera di Agostino Silva, scultore ticinese nato a Morbio Inferiore nel 1628 e morto nel 1706, e della sua bottega; per alcune cappelle le attribuzioni restano incerte.
Il dettaglio più curioso non si vede da fuori. Nella quattordicesima cappella, l'Assunzione, ci sono ventidue statue in terracotta e, secondo la scheda del catalogo regionale, sulla schiena di una di esse è incisa la scritta «F.co S.va 16 F 65»: un Francesco Silva che la firmò nel 1665. Non può essere Francesco, il padre di Agostino, morto all'inizio degli anni Quaranta del Seicento, né il figlio di Agostino, Giovanni Francesco, nato nel 1660: forse un collaboratore della bottega, ancora poco studiato.
Da Mezzegra a piedi: com'è il percorso
La passeggiata parte dal cancello del residence ed è lunga 2,5 chilometri. Non è salita dall'inizio alla fine: la traccia prima scende, poi riprende a salire, e passa accanto a tutte e quattordici le cappelle, che cominciano dopo il ponte sul torrente Perlana. Fra il punto più basso, a 232 metri, e il santuario, a 419, ci sono 186 metri di dislivello. Anche al ritorno, quindi, c'è qualche tratto in salita. Sono misure prese sulla traccia e sul modello altimetrico, le stesse della pagina dedicata al trekking.
Per chi non cammina spesso è una delle due salite più gentili che partono da qui, insieme a quella verso la cappella degli Alpini sopra Rogaro: lo spieghiamo nell'articolo su come scegliere il primo sentiero, dove i percorsi sono messi in fila per pendenza. Tempi di percorrenza non ne scriviamo: dipendono troppo dal passo, e qui anche dalle soste davanti alle cappelle.
Cosa non troverete in questo articolo
Orari del santuario, celebrazioni e aperture straordinarie non li riportiamo: cambiano con il calendario liturgico e li comunica chi gestisce il santuario. Al check-in vi diciamo com'è il sentiero in quei giorni, il resto si verifica alla fonte.
Come si incastra con il resto della giornata
Il Sacro Monte guarda dall'alto l'Isola Comacina, e le due visite stanno bene nella stessa giornata. Chi preferisce un percorso con poca salita può scendere verso il lago e proseguire sulla Greenway, che attraversa Ossuccio sulla strada verso Sala Comacina. E chi ha ancora voglia di salire trova, più in alto nella stessa valle, l'abbazia romanica di San Benedetto in Val Perlana.
In breve
- Sacro Monte di Ossuccio: patrimonio UNESCO dal 2003, uno dei due Sacri Monti lombardi della lista
- 14 cappelle del Seicento lungo la salita, più il santuario con il quindicesimo mistero
- Statue in terracotta dipinta, in gran parte di Agostino Silva e della sua bottega
- Dal residence: 2,5 km a piedi, 186 metri di dislivello fra il punto più basso (232 m) e il santuario (419 m)
- Orari e celebrazioni: dal santuario, non da questo articolo








