Vista del Lago di Como e dei borghi vicino a Menaggio - Residence Celeste Tremezzina

Chi siamo

Scopri la nostra casa vacanze vista lago: dove comfort, tradizione e ospitalità si incontrano.

La nostra storia inizia qui, tra le mura che hanno accolto generazioni della famiglia Galli. Qui siamo nate e cresciute, e per anni la nostra dimora è stata il cuore pulsante della vita familiare. Dopo aver ospitato zii, nipoti e amici, il profondo senso di ospitalità che ci è stato trasmesso si è trasformato in una vera realtà: nel 2001, la nostra casa di famiglia si è trasformata in una calda e accogliente casa vacanze sul lago.

La famiglia proprietaria del Residence Celeste

Immagina di soggiornare in un luogo dove il comfort moderno si intreccia con la bellezza della natura e le tradizioni di una volta. Ogni soggiorno è un'esperienza unica, immersa nel fascino della vista lago mozzafiato e nel calore di una famiglia che fa dell'accoglienza la sua missione.

Come diceva il nonno Celeste: "CA PE PIAN VE DENT CAN E BARIAN!", ovvero: a casa nostra c'è sempre posto per tutti. E così è: alcuni visitatori vengono e ripartono, mentre altri se ne innamorano e ritornano, anno dopo anno.

La nostra filosofia

Guardiamo all’eleganza dei giardini antichi e delle dimore di una volta, ma con un occhio alle tradizioni di gente semplice e laboriosa. Sono due cose che sul Lago di Como hanno sempre convissuto, e ci sembra giusto che convivano anche qui. Da questa idea nasce il modo in cui teniamo la casa, quello in cui vi accogliamo e anche quello in cui vi raccontiamo il lago: senza vetrina, e senza fretta.

L’eleganza delle dimore storiche del Lago di Como, senza la posa

Il giardino di una villa storica italiana, con siepi potate e statue lungo il vialetto

Il Lago di Como ha costruito la sua fama su ville, parchi disegnati, scaloni di pietra che scendono nell’acqua. È una bellezza vera, nata quando le famiglie milanesi salivano quassù per l’estate e portavano giardinieri, architetti e idee. Quella misura ci piace, e la teniamo presente quando curiamo il giardino, la terrazza della piscina, i dettagli dentro gli appartamenti.

Quello che non ci interessa è la posa. Qui non si entra in un museo e non si abita dentro una fotografia. Le case sono vissute: i mobili hanno una storia, alcuni pavimenti hanno il passo di chi ci è cresciuto, e il camino in pietra di fine Seicento nell’appartamento Angeli è vero, non un pezzo comprato per fare scena.

È una differenza che si sente nelle piccole cose. Un residence costruito per apparire ha tutto uguale e niente di proprio. Qui i dieci appartamenti sono diversi fra loro perché sono nati in tempi diversi, e chi arriva sceglie quello giusto per sé invece di prendere quello disponibile. È il motivo per cui, quando ci scrivete, la prima cosa che chiediamo è in quanti siete e cosa vi serve davvero.

Il Lago di Como non è la Dolce Vita: seta, pescatori e cantieri

Capita spesso di sentire accostare il Lago di Como alla Dolce Vita. È un’immagine romana, mondana, che con queste sponde c’entra poco. L’identità di qui è un’altra, e viene da secoli di lavoro: la seta, i telai, i pescatori, i cantieri dove si costruivano le barche, e anche i contrabbandieri che passavano il confine di notte.

Chi arriva aspettandosi un parco giochi per motoscafi trova invece un paesaggio severo, con montagne che cadono dritte nell’acqua e paesi aggrappati dove c’era spazio. È una bellezza che non è stata costruita per essere fotografata: è venuta fuori da gente che doveva starci dentro tutto l’anno.

Questo lago non è bello perché è diventato famoso. È diventato famoso perché era già così, e da molto prima: nell’Ottocento ci veniva l’aristocrazia europea proprio per il silenzio e per il ritmo lento, e Manzoni ne ha fatto l’apertura del romanzo più letto d’Italia. Il resto, i film e le fotografie, è arrivato dopo.

Il Lago di Como fuori dai circuiti turistici

Un angolo di borgo con muri in pietra, una persiana verde e vasi di fiori

Chi arriva sul lago per la prima volta segue quasi sempre la stessa traccia: la statale, i parcheggi dei paesi più famosi, le due o tre mete che compaiono ovunque. È un giro che si fa in un giorno e lascia la sensazione di aver visto tutto di corsa, spesso in coda.

Il lago vero, però, sta qualche metro più in alto e qualche ora più in là. Sopra Mezzegra le mulattiere salgono fra i muri a secco e i terrazzamenti, e in dieci minuti di cammino si passa dal rumore della strada al silenzio dei boschi. Il santuario del Soccorso, la Val Perlana, la cappella degli Alpini sopra Rogaro sono a portata di gambe normali, non di atleti, e hanno il vantaggio di essere quasi sempre deserti.

Vale lo stesso per le ore. Le ville e i battelli si riempiono nella fascia centrale della giornata, quando arrivano i pullman e chi fa la gita in giornata. La prima mattina e il tardo pomeriggio, sugli stessi identici posti, sono un’altra cosa: la luce è migliore, si cammina senza fare la fila e le fotografie vengono meglio. Non è un segreto, è solo un’informazione che nessuno dà a chi arriva.

La stessa logica vale per l’acqua. Il battello non è solo un mezzo per arrivare da qualche parte: è il modo in cui questo lago si guarda da sempre, dal basso e dal centro, con i paesi che si aprono uno dopo l’altro. Salirci a metà pomeriggio, quando la maggior parte dei visitatori sta tornando indietro, costa quanto salirci a mezzogiorno e vale il doppio.

Proverbi e leggende della Tremezzina

Un angolo di borgo con muri in pietra, una persiana verde e vasi di fiori

Ogni tanto ci piace tradurre un vecchio proverbio del posto, di quelli che dicevano i nonni e che ormai nessuno scrive più. Sono frasi brevi, spesso ruvide, nate da gente che lavorava la terra e il lago e non aveva tempo per i giri di parole. Spiegano il clima, la fatica e il carattere di qui meglio di qualsiasi guida.

Uno lo trovate già in questa pagina, ed è quello di famiglia: "Ca pe pian ve dent can e barian", a casa nostra c’è sempre posto per tutti. Detto così sembra una formula di cortesia. In un paese di montagna sul lago, dove le case erano piccole e le famiglie grandi, era una scelta precisa su come stare al mondo.

E poi ci sono le storie. Sopra Bonzanigo c’è un prato che qui chiamano Pra de la Taca, o anche pee de cavai, gli zoccoli dei cavalli. Sulla pietra si vedono dei segni, e su come ci siano finiti le versioni non vanno d’accordo: c’è chi tira in ballo l’arca, chi le streghe, chi fatti di cronaca vecchi di secoli. Nessuna di queste versioni è quella ufficiale, e forse è meglio così.

Se venite, chiedeteci di raccontarvela. È il genere di cose che si tramanda a voce, sul posto, con la persona giusta accanto: scritta su un sito perderebbe metà del suo senso, e comunque non sarebbe più la nostra.

Quando venire sul Lago di Como: le stagioni viste da chi ci vive

Il lago viene raccontato quasi sempre d’estate, con l’acqua azzurra e i tavoli all’aperto. È una stagione bellissima e la nostra piscina è aperta da aprile a fine ottobre proprio per questo. Ma chi torna qui più volte, alla fine, sceglie quasi sempre le mezze stagioni.

In primavera i giardini delle ville danno il meglio, le azalee riempiono i parchi di colore e il glicine ricopre muri e pergolati dei borghi: basta camminare nei vicoli per incrociarlo. I sentieri sono asciutti, la neve se n’è andata dalle quote basse e si cammina senza soffrire il caldo.

In autunno l’aria si asciuga, la foschia estiva sparisce e il lago prende i colori che ad agosto non ha. È il periodo in cui le viste dai sentieri sopra la Tremezzina sono più nitide, si trova posto ai tavoli e si sale sui battelli senza code. Gli stessi posti, con metà delle persone.

E poi c’è l’inverno, che quasi nessuno consiglia. Nel periodo natalizio nei paesi del lago è tradizione allestire i presepi: compaiono nei cortili, sotto i portici, lungo le mulattiere, e in Tremezzina c’è un percorso che li mette in fila, con la Casa dei Presepi a Mezzegra. Si cammina poco, si sta fra le case, e si capisce come vivono questi paesi quando i visitatori non ci sono. Per le date delle aperture conviene sempre controllare i canali del Comune, che cambiano di anno in anno.

Il Lago di Como quando piove: la luce che nessuno fotografa

Un angolo di borgo con muri in pietra, una persiana verde e vasi di fiori

Diciamo una cosa che nessuno mette in una brochure: il lago dà il meglio quando piove. Con il sole pieno è bellissimo e affollato. Con la pioggia il rumore si abbassa, l’acqua diventa uno specchio opaco e tutto si riempie di grigi diversi, fino a che non si capisce più dove finisce il lago e dove comincia il cielo.

Sono le ore in cui i paesi tornano ai paesani, i pontili si svuotano e dalle finestre si vede una cosa che d’agosto non esiste. Chi ha la fortuna di essere qui in una giornata così di solito se la ricorda più delle altre.

Per questo, quando il meteo dà brutto, non ci scusiamo. Vi diciamo dove si cammina lo stesso al riparo dei boschi, quale terrazza guarda meglio l’acqua sotto la pioggia e a che ora conviene uscire. Una vacanza rovinata dal tempo, qui, di solito è solo una vacanza organizzata come se il tempo dovesse essere sempre lo stesso.

Vivere Mezzegra a piedi: pane, spesa e battello

Un angolo di borgo con muri in pietra, una persiana verde e vasi di fiori

Una cosa che consigliamo sempre è di fare almeno una spesa come la fanno qui. Il pane si prende al panificio del paese, a 670 metri da qui, poco meno di dieci minuti a piedi. Il market è a 736 metri, la pasticceria a 764: le distanze le abbiamo misurate tutte. Sono numeri che abbiamo misurato sul percorso pedonale reale, non in linea d’aria, proprio perché servano a qualcosa.

Vuol dire che si può passare una settimana intera senza spostare l’auto: il pane la mattina, la spesa quando serve, il battello di Lenno a meno di un chilometro. Chi arriva convinto di dover guidare ogni giorno di solito cambia idea il secondo giorno.

C’è anche una cosa più piccola e più bella: la casetta dell’acqua, a poco più di trecento metri. È dove il paese va a riempire le bottiglie, e a certe ore ci si trova gente che si conosce e si ferma a parlare. Non è un’attrazione e non compare in nessuna guida, ma è esattamente il tipo di posto che distingue una vacanza vissuta da una vacanza guardata.

Sul mangiare non facciamo classifiche e non teniamo liste sponsorizzate. Chiedeteci dove andiamo noi quando non abbiamo voglia di cucinare, e vi diciamo quello: dipende dal giorno della settimana, dalla stagione e da chi c’è in cucina in quel momento, che è un’informazione che nessun sito può darvi aggiornata.

Lago di Como con bambini, con il cane e con i nonni

Il lago ha fama di posto per coppie in fuga romantica, e in parte lo è. Ma la maggior parte delle persone che ospitiamo arriva in gruppo: famiglie con bambini piccoli, fratelli con i genitori anziani, amici con un cane al seguito. Sono viaggi che hanno bisogno di cose diverse dalla cartolina.

Con i bambini contano le distanze corte e un posto dove tornare nel pomeriggio senza rifare mezz’ora di strada. Con i nonni conta che non ci siano cento gradini prima di arrivare al letto, e che la farmacia si raggiunga senza imprese. Con il cane contano i sentieri all’ombra che partono dal paese e un giardino dove uscire prima di dormire senza attraversare tutto il borgo.

Sono esattamente le cose su cui possiamo aiutarvi a scegliere, perché cambiano da appartamento ad appartamento. Ditecelo prima di prenotare: qualche domanda in più adesso vale più di dieci recensioni dopo.

Cosa non troverete in un residence sul Lago di Como

Preferiamo dirlo prima. Non siamo un hotel: non c’è il servizio in camera, non c’è il ristorante interno, non c’è qualcuno alla porta ventiquattr’ore su ventiquattro. Chi cerca quel tipo di vacanza starà meglio altrove, e non ci offendiamo.

L’auto, per certe cose, serve comunque. Per il pane e la spesa no, e nemmeno per il battello. Ma per una gita in Val d’Intelvi, per certe passeggiate che partono in quota o per una farmacia di turno alle nove di sera, senza auto è complicato: preferiamo scriverlo qui invece di lasciarlo scoprire a chi è già arrivato.

E poi il lago, ad agosto, è pieno. Non è colpa di nessuno e non lo nascondiamo: chi può scegliere altre settimane le sceglie, chi non può le vive con qualche accorgimento in più sugli orari. Anche questo fa parte di quello che ci sembra giusto raccontare prima, e non dopo.

Assistenza discreta: ci siamo quando serve

La nostra presenza al residence è costante ma discreta. Non c’è una reception con un orario di apertura e un cartello con le regole: ci siamo noi, che abitiamo qui, e che conosciamo i posti perché ci siamo cresciuti.

Vuol dire che le indicazioni che diamo non sono quelle stampate su un dépliant. Sappiamo a che ora conviene prendere quel battello, quale strada evitare la domenica di agosto, dove si parcheggia davvero quando il paese è pieno e quale sentiero è ancora fangoso dopo tre giorni di pioggia. Sono informazioni che valgono molto e che scadono in fretta: per questo si danno di persona.

Poi ci sono le cose pratiche, quelle che nessuno mette in vetrina ma che decidono com’è andata una vacanza. Una lampadina bruciata la cambiamo subito, senza che dobbiate segnalarla due volte. Se la caldaia fa i capricci ci pensiamo noi, non un numero verde. E se serve un veterinario di turno per il cane, o un pediatra di domenica con un bambino che ha la febbre, quello lo cerchiamo insieme a voi: è il momento in cui essere di casa qui fa la differenza fra una giornata rovinata e un problema risolto in un’ora.

Il resto del tempo non ci vedete, ed è voluto. Chi viene in vacanza non ha bisogno di qualcuno che gli stia intorno: ha bisogno di sapere che, se serve qualcosa, non deve cercarlo lontano.

Se dovessimo dire in una riga cosa proviamo a fare, sarebbe questa: tenere una casa bella senza farne una vetrina, e stare accanto a chi arriva senza stargli addosso. Il resto, sul Lago di Como, ci mette poco a diventare bello da solo.

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