San Benedetto in Val Perlana a piedi da Mezzegra: l'abbazia romanica in fondo alla valle

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Sopra Ossuccio la Val Perlana sale verso il monte Galbiga, e dove due valli laterali si incontrano c'è una chiesa romanica dell'XI secolo, con il suo campanile e quello che resta di un monastero. È San Benedetto in Val Perlana.
Da Mezzegra ci si arriva a piedi, ed è la più lunga delle tre passeggiate che partono dal cancello del residence. Qui sotto trovate cosa abbiamo misurato e cosa no, e la storia del posto presa dalle fonti ufficiali: il catalogo dei beni culturali della Regione Lombardia e il sito dell'abbazia, con le date su cui concordano.
Il percorso: cosa abbiamo misurato e cosa no
La nostra traccia parte dal cancello del residence e misura 4,3 chilometri fino alla fine della strada di San Benedetto. Il primo chilometro è lo stesso della passeggiata verso il Sacro Monte di Ossuccio: anche qui si comincia scendendo, poi si risale la valle. Fra il punto più basso della traccia, a 232 metri, e il più alto, a 790 metri alla fine della strada, ci sono 558 metri di dislivello.
Da lì all'abbazia resta un ultimo tratto che non abbiamo misurato: secondo il sito dell'abbazia è un sentiero stretto e scosceso, che attraversa la valle su un ponte di legno. Per questo non indichiamo la distanza fino alla chiesa, e nemmeno i tempi di percorrenza, per lo stesso motivo spiegato nell'articolo su come scegliere il primo sentiero: dipendono dal passo più che dalla distanza.
Il sito dell'abbazia indica due vie d'accesso: quella storica, che parte da Lenno dall'abbazia dell'Acquafredda, e quella che sale da Ossuccio passando dal santuario del Soccorso.
Una chiesa dell'XI secolo arrivata a noi quasi intatta
Secondo il catalogo della Regione Lombardia la chiesa fu costruita nell'XI secolo: il primo documento che la nomina è del 1083, e nel 1090 il monastero era già attivo. La posizione isolata ha fatto sì che l'edificio conservasse quasi immutate le sue forme originarie, mentre il monastero e gli edifici di servizio si sono degradati molto di più.
Ha tre navate chiuse da tre absidi semicircolari, muri a vista in pietra di Moltrasio e tetti coperti di lastre di pietra. La parte più decorata è la zona delle absidi: quella maggiore ha archetti e semicolonne.
Nove secoli in poche righe
La comunità benedettina durò poco. Alla fine del Duecento i monaci lasciarono San Benedetto; nel Quattrocento il monastero fu soppresso e unito all'abbazia dell'Acquafredda di Lenno, e nei secoli seguenti chiesa e monastero finirono in mani private e furono usati per l'agricoltura. Nel 1950 la chiesa fu chiusa al culto, e venne riaperta otto anni dopo, con una prima campagna di restauri.
Negli anni Sessanta la famiglia Botta acquistò e riunì l'intera proprietà. Nel 1987 la affidò in comodato a un'associazione nata per farla rivivere, che fra il 1989 e il 1997 restaurò la chiesa e gli edifici rurali; l'associazione si è sciolta nel 2011. Il 3 settembre 2020 la famiglia ha donato tutto alla Diocesi di Como, attraverso il santuario del Soccorso, lo stesso che sta in cima al Sacro Monte di Ossuccio e che oggi custodisce l'abbazia.
Quando si può entrare
La chiesa apre in giorni stabiliti, pubblicati sul sito dell'abbazia, sanbenedettoinvalperlana.it. Per il 2026 il calendario prevede, da aprile a settembre, la seconda e la quarta domenica del mese e il terzo sabato. Fuori da quel periodo, quindi anche in ottobre, contate di vederla da fuori.
Il primo maggio è una data fissa: ogni anno le parrocchie di Ossuccio e di Lenno salgono all'abbazia per la messa.
Cosa sapere prima di partire
Il sito dell'abbazia raccomanda scarponcini da montagna, ed è un consiglio da prendere sul serio, soprattutto per l'ultimo tratto. Ottobre è un buon momento per camminare in valle: la nostra pagina sulle stagioni del lago lo dice proprio per la Val Perlana, quando l'aria si asciuga e le viste si fanno più nitide. Al check-in vi diciamo com'è il sentiero in quei giorni, e le altre passeggiate che partono da qui sono nella pagina dedicata al trekking.
In breve
- San Benedetto in Val Perlana: chiesa romanica dell'XI secolo, documentata dal 1083
- Dal residence: 4,3 km misurati fino alla fine della strada, poi un tratto di sentiero che non abbiamo misurato
- 558 metri di dislivello fra il punto più basso (232 m) e il più alto (790 m) della traccia
- Dal 2020 è della Diocesi di Como, custodita dal santuario del Soccorso
- Chiesa aperta in giorni fissi da aprile a settembre (calendario sul sito dell'abbazia), messa ogni anno il primo maggio
Non è una passeggiata da improvvisare, ma in fondo alla valle c'è una chiesa di quasi mille anni che, proprio perché nessuno ci passava per caso, ha conservato le sue forme originali.








